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Dick Shaming: far vergognare una persona per le dimensioni del proprio pene è una forma di Body Shaming

Perchè non è più socialmente accettabile fare dick shaming, ossia far provare vergogna alle persone per le dimensioni del proprio pene

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Photo by Dainis Graveris on SexualAlpha

Ogni donna vive l’esperienza di crescere in un mondo in cui il suo corpo viene costantemente esaminato e distorto. Dai peli al peso, dai capelli al trucco, le donne sperimentano facilmente sulla loro pelle il significato di body shaming. Ossia la vergogna derivante dal giudizio sul proprio corpo.

Ma per quanto le donne debbano purtroppo sopportare l’enorme peso di standard irrealistici da soddisfare per rendersi attrattive fisicamente, alla maggior parte di loro viene almeno risparmiata la pressione sui propri genitali. Cosa in cui invece gli uomini sembrano essere dei veri e propri maestri.

Perché si fa dick shaming?

La funzione principale di fare battute sulle dimensioni del pene è di attaccare la virilità di quella persona. E questo probabilmente è ciò che permette alle donne di essere escluse da uno shaming del genere. Nessun uomo e nessuna donna si sognerebbe (giustamente) di intaccare la femminilità di una persona solo per come è fatta la sua vagina.

Questo però sembra non essere possibile nei confronti degli uomini. Anzi per gli uomini (e per alcune donne) le dimensioni del pene diventano qualcosa di intrinsecamente vergognoso e da ridicolizzare se non soddisfano un certo standard. Perché più grande è il pene, più aggressivo e potente (e quindi virile) sarà quella persona. E per questo si fa dick shaming.

Eppure questo pensiero rafforza l’idea dannosa che l’aggressività e il potere siano le uniche espressioni accettabili per un uomo per esprimere la sua mascolinità.  Ciò incoraggia gli uomini a dimostrare la propria abilità per evitare ulteriori umiliazioni. Il dick shaming insomma rafforza i ruoli di genere tradizionali dicendo agli uomini che saranno “uomini veri” fintanto che saranno aggressivi.

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Photo by Ag PIC on Unsplash

Il dick shaming condiziona la sessualità in generale (non solo degli uomini)

Il dick shaming non colpisce solo le persone che hanno un pene, ma anche tutte quelle che fanno sesso con chi ha un pene, il che significa anche molte donne. Le dimensioni del pene infatti non sono un indicatore certo delle prestazioni sessuali per permettere al partner di godere o di raggiungere l’orgasmo.

Tutto questo quindi non solo condiziona la sessualità di un uomo, ma la sessualità in generale. Perché se “essere un uomo” non può significare altre cose – come essere sensibile, empatico, premuroso e altruista (anche nella sfera sessuale) – questo continuerà a portare gli uomini a cercare il sesso come unica forma di dimostrazione della propria virilità. E non ci sarebbe niente di sbagliato nell’avere rapporti consensuali con tutte le persone da cui si è attratti, se non fosse che in questo modo il sesso diventa un’occasione sfuggente, un diritto tossico in cui difficilmente ci sarà spazio per il rispetto e il consenso.

Far vergognare per qualcosa di cui non si ha controllo non ha senso

Gli uomini non possono fare molto per controllare le dimensioni del loro pene. Il che significa che queste persone vengono prese in giro per qualcosa su cui non hanno alcun controllo.

Ridicolizzare consapevolmente qualcuno per questo sostiene l’oppressione, i sentimenti di vergogna interiorizzata e l’idea implicita che una persona valga meno a causa del suo corpo. Ed è ingiusto basare il valore delle persone su ciò che la stessa persona può percepire come un difetto fisico. Se le persone nascono in un certo modo con un certo aspetto su cui non hanno alcun controllo, nessuno ha l’autorità di deriderle o dire che hanno meno valore.

Questo modo di agire non si discosta molto dal giudizio a cui per millenni è stato dato al peso, alla pelle, alla taglia dei vestiti e tutte le altre misurazioni superficiali per indicare il valore di una donna.

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Photo by Dainis Graveris on SexualAlpha

Perché evitare il dick shaming

Forse sarebbe meglio se come società cominciassimo a non discutere più su queste cose. E proprio come le donne riescono a vivere meglio quando finalmente non vengono più giudicate per i loro corpi, gli uomini potranno vivere meglio quando sapranno che l’unica persona che avrà mai bisogno di sapere della dimensione del loro pene sono semplicemente loro stessi.

Inoltre il problema del dick shaming non è qualcosa che riguarda solo gli uomini. Giudicare le persone per il loro pene rafforza infatti l’idea che solo gli uomini abbiano un pene. Escludendo quindi tutte le persone trans con un pene e stigmatizzando i corpi delle persone intersessuali.

Per chi (come me) crede sia importante un mondo più inclusivo, combattere il dick shaming è qualcosa che quindi non solo può giovare agli uomini ma a tantissime altre persone (che non sono cisgender).

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