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Grassofobia: deridere il proprio corpo grasso é ancora una forma di difesa, non di autoironia

Combattere la grassofobia significa poter finalmente ridere del proprio corpo come forma di autoironia e non come arma di difesa dal bullismo

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Se potessimo esprimere un desiderio, forse la cosa migliore non sarebbe sperare di essere magri, ma che la grassofobia scomparisse così da poter vivere liberamente tutte e tutti nei nostri corpi!


Liberamente però non vuol dire pensando solo all’autostima o ad avere un’immagine positiva del corpo. Certo, questo è importante a livello personale, ma se considerassimo solo la relazione con il nostro corpo, ignoreremmo che oggi continuiamo a ritenere certi corpi più belli e degni di vita, cura, spazio, cultura e storia. E questo rinforza non solo gli standard di bellezza, ma anche altri standard oppressivi come quelli abilisti, razzisti o transmisogini. Ha senso quindi puntare a sentirsi bene se non combattiamo anche la grassofobia, se non evitiamo di lasciare indietro le persone che vivono in corpi che la società considera “non conformi”?

Grassofobia: è giusto difendersi deridendosi da soli?

Nonostante ci sentiamo spesso marginalizzati a causa del corpo, ci capita di deridere il nostro stesso corpo usando le stesse battute, gli stessi giudizi o insulti che ci marginalizzano. E questo difficilmente ci permette di sentirci bene col nostro corpo, perché nonostante ci diciamo da soli quelle cose, comunque non è che ci facciano meno male.

Ci sentiamo solo più protetti perché abbiamo noi il controllo su come viene raccontato e descritto il nostro corpo.

Non possiamo però più sottovalutarci per il nostro corpo; non possiamo più fare in modo che questo riderci addosso come arma di difesa distolga l’attenzione da come gli altri ci trattano. So che sembra strano perché viviamo in una società in cui deridersi significa “non prendersi sul serio” ed è sempre meglio essere umili che tracotanti. Ma proprio per questo, per quanto battute, giudizi o insulti sono una cosa che non vorremmo riservarci (visto il dolore che ci provocano), resta comunque nostra la libertà di continuare a farlo. E nessuno può credere che sia un suo diritto poterlo farlo al posto nostro.

Combattere la grassofobia significa quindi poter finalmente ridere del nostro corpo come forma di autoironia e non più come arma di difesa dal bullismo che ci viene inflitto.

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