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Essere belli non è un dovere: non dobbiamo vivere con l’obbligo di cambiarci

Quando sentiamo che ciò facciamo per essere belli sta diventando un dovere, dovremmo fermarci perché non siamo obbligati a cambiarci

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A volte ci piace essere belli. Ma non sempre. Ci piace essere belli quando sentiamo che è un’espressione creativa di noi e non quando è un modo per sopprimere il senso di vergogna per non avere un bell’aspetto. Ci piace essere belli quando ci divertiamo a farlo e non quando diventa motivo di ansia e preoccupazione per nascondere la paura di qualcosa che non ci piace di noi.


C’è sempre un senso di disagio quando ci mostriamo. Le donne la vivono da sempre, ma anche noi uomini sentiamo di doverlo fare affinché gli altri ci prendano sul serio. Capelli ben tagliati, barba non incolta, vestito adatto. Chi mi vedrà cosa penserà? E perché ho bisogno di questa convalida?

Eppure il nostro corpo e il modo in cui scegliamo di apparire riguarda noi e nessun altro. Voglio dire, sono il primo a farmi una maschera facciale o a indossare un bel vestito per sentirmi bello. Ma chi ha effettivamente il tempo, l’energia e la motivazione per farlo sempre, ogni singolo giorno? Vederci bene insomma può farci sentire bene con noi stessi, ma se un giorno decidessimo di non farlo, perché dovremmo perdere il nostro valore come essere umani?

Quando essere belli diventa un dovere

Per questo, quando sentiamo che tutto ciò che facciamo per essere belli sta diventando un dovere, dovremmo fermarci. Perché non dobbiamo vivere con l’obbligo di cambiarci. Quanto tempo abbiamo dedicato a mantenere le apparenze solo per piacere agli altri? E quando lo facciamo diventiamo piccoli piccoli per paura del rifiuto. E piccola piccola diventata la nostra voce, le nostre ambizioni, il nostro talento, i nostri desideri, la nostra unicità. Pensiamo che bisogna conformarsi per avere una voce nel mondo e per condividere le idee, ma mentre cerchiamo di farlo il risultato è che tratteniamo noi stessi.

Alla fine quanto è importante essere “normali” se questo significa non condividere noi stessi? Cerchiamo di non contribuire alle credenze limitate su ciò che è normale. È normale vivere la vita con vulnerabilità, coraggio, abbracciando il fallimento, l’incertezza, dando il benvenuto alla curiosità e sperimentando. Non neghiamoci la libertà di essere semplicemente ciò che sentiamo e non ciò che dobbiamo. Perché il mondo ha bisogno di noi, non di una versione più carina di noi.

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